Da tempo il dubbio latente è che se su cinquecento e passa varietà storiche ospitate negli angoli più remoti della Penisola* solo di qualche decina si è tramandata la coltivazione nei decenni e nei secoli, non sia soltanto per stringenti necessità economiche (scelta delle uve più produttive, di quelle che sviluppavano il grado alcolico potenziale più alto, eccetera), ma perché un bel numero di esse dà vini non particolarmente originali e degni di nota. Ma è un dubbio nutrito solo dagli scettici di natura.











