Il vino degli angeli (Soldera’s dream)

Gianfranco Soldera lo abbiamo trovato in forma, ieri sera. Di una robustezza buona, propositiva, tonica. Soprattutto, lo abbiamo trovato eccezionalmente accomodante. E quindi strano. Ci accoglie rilassato davanti a un lungo tavolo di legno, sotto il pergolato dell’Intistieti, senza niente sopra se non alcuni suoi bicchieri sparuti di manifattura slovena, gli stessi di Josko Gravner (ci dirà lui), con noi a puntarli speranzosi, ovvero con la stessa speranza custodita per anni: quella che un giorno ci avrebbe visto proprio qui, dove siamo ora, con quell’uomo lì e con quei bicchieri lì.